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Come filtrare i PFAS dall’acqua del rubinetto?

Le preoccupazioni riguardo la presenza dei PFAS, sia PFOS che PFOA, nell’acqua del rubinetto sono in crescita a causa delle sostanze trovate in Europa, in veneto ad esempio, e negli Stati Uniti. Più di 30 comunità negli USA hanno fonti idriche contaminate con alti livelli di PFAS. Qual è il miglior metodo per filtrare i PFAS presenti nell’acqua del rubinetto?

Cosa sono i PFAS?

Le sostanze per- e poli-fluoro alchiliche (PFAS) sono sostanze chimiche di sintesi con proprietà idro e oleo repellenti.
I PFAS sono utilizzati in un’ampia varietà di prodotti di consumo, come i tappeti, i vestiti, le pentole antiaderenti, pitture, colori, smalti, cere, prodotti per la pulizia e l’imballaggio del cibo.
Pompieri e militari li usano negli schiumogeni antincendio.

Perchè i PFAS sono pericolosi?

Nonostante la ricerca non sia ancora completa, alcuni studi hanno dimostrato come lunghe catene di PFAS, PFOA e PFOS possano:

  • causare disturbi nello sviluppo dei neonati;
  • ridurre la fertilità femminile;
  • aumentare la pressione delle donne in gravidanza;
  • abbassare il peso dei neonati;
  • interferire con i processi ormonali;
  • aumentare i livelli di colesterolo;
  • ridurre il sistema immunitario;
  • aumentare il rischio di cancro.

Una ragione per la quale le lunghe catene di PFAS possono causare ingenti danni è la loro persistenza nell’organismo per anni.

I limiti raccomandati dall’EPA sono 70 nanogrammi/litro, ma in alcuni stati come il New Jersey il livello è di 13 nanogrammi/litro. Tuttavia non è presente un limite a livello nazionale negli USA.
Nelle linee guida europee, il limite riportato è 100 nanogrammi/litro, mentre l’OMS raccomanda di stare sotto i 4 microgrammi/l per quanto riguarda i PFOA e 400 nanogrammi/l per i PFOS.

Confusi? Ebbene sì, la comunità scientifica è divisa riguardo il limite di guardia da prendere in considerazione. Una delle questioni relative al limite imposto dalla legge è che in certi luoghi il costo dell’acqua potabile raddoppierebbe per adeguarla ai valori stabiliti.

Come finiscono i PFAS nell’acqua di casa?

Nelle fonti in cui si riscontrano alti livelli di PFAS, questi sono solitamente dovuti a impianti industriali, che utilizzano e smaltiscono PFAS, oppure a basi militari o dei vigili del fuoco.
Anche se non vengono utilizzati per lungo tempo, i PFAS possono rimanere nell’acqua per decine di anni.

Uno dei più recenti esempi relativi a questo fenomeno si trova nella regione del Veneto, in Italia, dove centinaia di migliaia di persone sono state esposte ad alti livelli di PFAS provenienti da vecchie fabbriche.

In realtà, in tutte le fonti idriche si riscontra la presenza di PFAS, ma non a livelli che possono essere considerati pericolosi per l’uomo.

E l’acqua in bottiglia?

Anche l’acqua in bottiglia può contenere PFAS, in quanto è meno controllata rispetto all’acqua del rubinetto, non essendo obbligatori i test dei PFAS.

Come scoprire se ci sono PFAS nell’acqua di casa?

Questo potrebbe essere un problema, in quanto solitamente i test di qualità non includono i dati riguardanti i PFAS.
Questo è stato il motivo per cui c’è voluto così tanto tempo per rilevarli come ad esempio in Veneto o a Horsam, in Pennsylvania.

Come filtrare i PFAS presenti nell’acqua del rubinetto

Fortunatamente, filtrare i PFAS è facile se si usa il corretto sistema di filtraggio.
I carboni attivi sono il sistema più studiato per il filtraggio di PFOS, PFOA e altri PFAS.
Secondo uno studio dell’EPA “I carboni attivi possono essere efficaci al 100% per un determinato periodo di tempo, a seconda del carbone utilizzato, lo spessore del letto del carbonio, il flusso di acqua filtrato, i PFAS che si vogliono rimuovere, la temperatura, la quantità e il tipo di materia organica, oppure altri contaminanti o costituenti presenti nell’acqua”.
In particolare, PFOS e PFOA sono i PFAS che vengono più comunemente riscontrati.

Un economico ma valido filtro per l’acqua, installabile direttamente sul rubinetto, che utilizza carboni attivi, come ad esempio il TAPP 2, ridurrà i PFAS anche più del 95%. E il meglio è che ti costerà solamente $60 all’anno.

Si possono filtrare i PFAS anche attraverso l’osmosi inversa e i filtri a scambio ionico.

Riassumendo:

I PFAS nell’acqua potabile sono un serio problema nei luoghi in cui le fonti idriche sono state contaminate.
Siamo a conoscenza dei rischi riguardanti i PFAS ma non ne conosciamo la portata, quindi meglio essere previdenti.
L’acqua in bottiglia non è necessariamente sicura dai PFAS
Se sei preoccupato riguardo i PFAS presenti nell’acqua di rubinetto, un filtro ai carboni attivi come il TAPP 2 filtrerà i PFAS e proteggerà la tua salute e quella della tua famiglia.

Fonti:

Informazioni e linee guida dell’EPA riguardo i PFAS:
https://www.epa.gov/sciencematters/reducing-pfas-drinking-water-treatment-technologies
Relazione dell’OMS riguardo i PFAS in Italia:
http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0018/340704/FINAL_pfas-report-20170530-h1200.pdf
I PFAS come causa di diminuzione della fertilità:
https://ehp.niehs.nih.gov/doi/10.1289/ehp.1408837
I PFAS e i danni epatici ad essi correlati:
https://www.atsdr.cdc.gov/toxprofiles/tp200.pdf
I PFAS nell’acqua del rubinetto degli USA:
https://www.businessinsider.sg/what-are-pfas-chemicals-2018-8/?r=US&IR=T
Limiti dei PFAS nei vari Stati:
https://www.sciencedaily.com/releases/2019/01/190108095055.htm
Direttiva europea riguardo i PFAS nell’acqua potabile:
http://www.eureau.org/topics/drinking-water/drinking-water-position-papers/3012-drinking-water-directive-plenary-vote-eureau-explanatory-memorandum-1/file

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